attacco-2Ba-2Butrecht.jpg

Attacco a Utrecht

Non è proprio un pezzo che avrei voluto far entrare nel mio blog.
Ma il mio viaggio è anche questo, quindi mettiamocelo.
Sì, vivo a Utrecht.
In realtà non ci sto h24, mi sposto continuamente, e in particolare staziono a Schiphol, l’aeroporto di Amsterdam, per cui no, non è facile sapere dove mi trovi esattamente se non si è parte attiva della mia vita.
Però sì, vivo a Utrecht.
Sì, la piccola U è un posto tranquillo, di quelli da fiaba.
No, nessuno se lo aspettava.
Sì, so di che zona si tratta.
C’è la scuola di mia figlia, là dietro.
Sì, conosco quella linea di tram, è quella che lei prende ogni tanto per andare a lezione.
Sì, ogni tanto la prendo anche io, dipende da quel che ho da fare.
Sì, avremmo potuto esserci.
No, quel giorno mia figlia non era a scuola e io non ero sul tram.
Io stavo dormendo. Sono stata svegliata gentilmente, in un soffice tentativo di non farmi agitare.
No, non ha funzionato al 100% ma eravamo tutti al sicuro, per cui sì, alla fine il tentativo è andato decentemente.
Sì, ho pensato come sarebbe stato, se qualcosa fosse stato diverso quel giorno.
Ho pensato alle fatalità, a come esci la mattina inconsapevole di come tu stia andando incontro al tuo destino.
Sì, sono rimasta ferma, ho avuto molte difficoltà a riaddormentarmi.
Sì, ho cercato di rispondere a tutti i messaggi che mi arrivavano, in un tempo ragionevole.
Sì, alcuni mi hanno stupito.
Sì, alcuni sono mancati.
Sì, trovi il tempo di fare anche questo tipo di riflessioni se la circostanza te lo permette.
No, l’esito delle suddette riflessioni non mi interessa più di tanto alla fine, non è niente che si discosti dall’andamento della mia vita reale.
Sì, la percezione delle cose ti cambia.
Sì, il giorno dopo esci e cammini in modo strano, ma il problema è riuscire, è svegliarsi il giorno dopo.
Io dovevo uscire dopo qualche ora, e sì lo ho fatto e mi sono forzata, perché dovevo andare al lavoro e volevo un po’ di normalità.
Sì, la routine quotidiana aiuta.
No, non smetti di tornare con la mente a quelle circostanze.
Sì, resti in stato catatonico per un po’. Un bel po’.
No, non credo di conoscere qualcuna delle vittime o dei feriti. Ma non ne sono sicura, non sono riuscita a trovare un elenco di nomi.
Sì, mia madre è meglio della BBC e aveva degli aggiornamenti che nemmeno io che ero sul posto.
Una giornalista RAI mi ha chiamato per avere informazioni. Avrei dovuto darle il telefono di mia madre, ora che ci penso. Giornalista che tanto lo so che mi stai leggendo, senti lei la prossima volta.
No, non mi sento una miracolata.
Mi sento attaccata.
Non mi sento protetta.
Mi sento nuda.
Non che ci sia da stare allegri in questo mondo, ma come detto la piccola U è solamente la piccola U: una innocua cittadina, così esposta che sembra un po’ la parte fessa in una relazione di coppia.
No, non mi sogno niente la notte.
Sì, ci penso costantemente di giorno.
No, non c’è nessun movente personale.
Sì, la pista terroristica è quella quasi confermata.
Sì, c’è ancora il ‘quasi’.
No, non c’è stata nessuna rivendicazione ufficiale.
No, in effetti non serve.
No, non è più o meno grave degli altri solo perché c’erano solo una decina di persone coinvolte, è disgustoso uguale.
Il numero di vite non cambia niente.
No, non ho la televisione in casa, quindi non so come i media stanno trattando la cosa.
Leggo i siti dei quotidiani e le agenzie giornalistiche locali e internazionali.
No, non mi sento sbagliata per questo.
È stata organizzata una marcia per oggi, venerdì 22 marzo 2019, questo è il percorso:
Il quadratino a destra, cioè l’inizio, è la stazione. Quello tratteggiato è il percorso della marcia, che è il percorso del tram.
No, non ci vado.
No, non vi spiego perché.
Sì, sono bene organizzati in Olanda.
Per esempio, ci sono avvisi che ti arrivano sul telefono in caso di unità di crisi.
Sì, sono in olandese, ma d’altra parte sono avvisi governativi, non è che si possono metterli a tradurre, problemi tuoi se hai scelto di vivere in una nazione di cui non capisci la lingua.
Gli annunci possono essere inviati a livello nazionale o locale. Questo qui è stato spedito a chi si trovava ad Utrecht.
Sì, è un avviso riguardo l’attentato e dice di non andare in quel quartiere.
Sì, parlo un po’ olandese per chi se lo fosse perso.
Sì, sì, è una figata.
No, non devi fare richieste particolari per avere questi avvisi, il telefono ti viene configurato in automatico appena possiedi un numero olandese. Ogni tre mesi c’è una prova generale di allarme, partono le sirene di lunedì alle 12 per un minuto per tutte le città. Se sei nuovo, ti vibra il telefono e ti si configura (quasi tutti i modelli).
Sì, il telefono fa un gran bordello in caso di allarme.
Sì, ci piace questo sistema di protezione.
No, non capita spesso, direi davvero raramente.
No, non ho altro da aggiungere.
Sì, ho utilizzato la funzione di Facebook per far sapere che ero in salvo.
Sì, mi sono chiesta se davvero interessasse alla gente.

Sì, quel giorno è stato assurdo, finto, irreale.

Sì, sono più consapevole che la vita è un soffio.
Sì, ho tutte le intenzioni di vivermela.


24 Oktoberplein, Utrecht, 18 Marzo 2019.
In memoria.




Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *