L’augurio

Si stanno diffondendo gli auguri per un nuovo anno. Nemmeno è finito questo, che siamo tutti pronti a chiuderlo in gran fretta scattando sull’ultima fascia, perché ogni volta ci lamentiamo di quanto gli ultimi mesi siano stati brutti, di quanto ogni volta sia stato peggio, di quanto siamo pronti ad aspettare il nuovo e a vedere cosa c’è dietro l’angolo, anche se poi il coraggio di affrontare le svolte siamo in pochi ad averlo.
Allora, io gli auguri ve li faccio da oggi, e ve li faccio nell’unico modo che conosco. Scrivendo.
Io vi auguro di avere il coraggio di voltare pagina, a partire dal primo gennaio.
Vi auguro di trascorrere la notte del 31 senza rimorsi né rimpianti, che siate da soli o nel mezzo di una festa di paese.
Vi auguro di essere certi delle scelte che fate, per evitare di sentirvi male dopo.
Vi auguro di scegliere con oculatezza le compagnie che frequentate, per migliorarvi ogni giorno di più.
Vi auguro di rimboccarvi le maniche per mettere in pratica il progetto che è chiuso nel cassetto da sempre.
Vi auguro di attivare l’orologio biologico, che vi consentirà di buttare quello che avete al polso e di apprendere che la misura del tempo è solo nella vostra testa.
Vi auguro di non badare alle convenzioni che impongono schemi contraffatti di relazioni sociali.
Vi auguro di trovare il coraggio di dire ciò che pensate, senza ferire gli altri e senza castrare voi stessi, per godervi le ore della vita al meglio.
Vi auguro di essere capiti, perché vorrà dire che siete stati chiari.
Vi auguro di non usare violenza. Ricordando che a volte la violenza è anche silenzio.
Vi auguro di avere la libertà di essere onesti con voi stessi, capaci di tirarvi fuori dalle vostre stesse trappole.
Vi auguro di rendervi conto che abbiamo tutti tempi diversi, porte di entrata diverse e diverse porte di uscita e, se deciderete di muoverne una, vi auguro di stare attenti alle vostre mani. E se poi vi schiaccerete qualche dito, vi auguro di guarire in fretta.
Vi auguro di non buttarvi alla cieca nelle braccia del primo che capita, avendo il giudizio di capire se vi sta spolpando vivi.
Vi auguro di rendervi conto che niente di quello che avete fatto si può considerare tempo perso, perché per voi è stata una fase di cui avevate bisogno, anche se agli occhi degli altri potrà essere apparsa come uno spreco di energie.
Vi auguro di affiancarvi a persone che vi vogliano bene.
Vi auguro di amare intensamente, vivere l’emozione dei primi incontri, le attese di un flirt, la passione bruciante negli occhi di uno sconosciuto che accende la vostra anima senza sapere perché.
Vi auguro di non trovarne la risposta, perché è nella fusione silenziosa di quel momento che si nasconde la magia di ogni spiegazione.
Vi auguro di provare il colpo di fulmine, che vi rende vivi e vi solleva un angolo della bocca per deformarlo in un sorriso.
Vi auguro di imparare che la routine può essere più bella dell’imprevisto.
Vi auguro di essere amati senza paure, di avere qualcuno accanto che vi faccia tesoriere dei suoi più intimi segreti, che non abbia paura di piangere di fronte a voi, che sia pronto a lasciarsi andare piuttosto che a lasciarvi andare, e che quando glielo chiedono dica di voi ‘non ho mai amato nessuno così’.
Vi auguro di viaggiare e di perdervi abbastanza da sapere dove state andando. Perdersi è indispensabile per trovare la strada giusta.
Vi auguro di vedere con il cuore.
Non ci sono molte altre cose che vale la pena tenere a mente.
Semplicemente per questo anno, ma forse anche per i prossimi, io vi auguro di vivere. E di essere vissuti.