Il bar del Nord

Amo il rumore dei bar. Il tintinnio continuo e scintillante dei piattini e delle tazzine, quel suono di vapore per riscaldare il latte e montare la schiuma. Amo il frastuono del vociare delle persone: chi seduto ad un tavolino, chi di corsa sempre in piedi, chi impegnato a corteggiare la scollatura della cassiera. Chi impegnata a farsi corteggiare da un barista con l’aria vagamente somigliante ad un attore americano. Amo l’aria un po’ retrò che certi Café sanno dare. I profumi di broches calde miste a miele e frutti di bosco. Quegli odori che ti pervadono la stanza, se abiti sopra ad un forno.
Amo l’aria malinconica e attonita che respirano certe ragazze quando guardano fisse fuori dal vetro, sedute a girare a vuoto un cucchiaino sfogliano annoiatamente le pagine di un libro, con l’occhio di chi ha il peso della vita tutto sulle sue spalle. Affossate come una zolletta di zucchero tuffata in una bevanda.
Amo l’uomo distinto che parla da solo con se stesso e si prende il suo tempo dal tablet, limitandosi ad annotare qualche parola su un taccuino. Usa una penna. Forse una stilo.
Amo la sottile colonna sonora da cantante di pianobar con repertorio distinto, che lascia spazio ai pensieri e stende un tappeto rosso anche a queste parole. Amo la fisarmonica francese che accompagna i gesti del petit dejeuner, i tubi di metallo a vista color americano oltreoceano, i mattoncini country in colore naturale o laccati di bianco, il bianco provenzale di luce tende e mazzolini di lavanda, il legno liberty intagliato nelle cornici degli specchi. Amo il silenzio del bar delle 6 di mattina, la sua stanchezza delle otto di sera, e la sua vita cambiapelle di mezzanotte. Amo l’atmosfera esotica da spiaggia, o quella sperduta nel punto più lontano della terra, nel punto più lontano di noi. La dimensione interiore di un tempo dilatato, regalato dall’amica di fronte, oppure omaggio per noi stessi. Come stare ad osservare l’immenso, dal nulla. Amo le porcellane, la ceramica, il polistirolo compresso tutto da mordicchiare. I panini farciti e la gara a capire cosa c’è dentro. I biscotti, le fette di torta. La macchina del cioccolato caldo. L’aperitivo. L’american coffee. Il gadget alla cassa e le miriadi di Baci. Amo i caffè. I Café.
Bear’s Bar. Photo by Shirekeeper