Alexandre Bridge


Sono macchine che corrono, sfrecciano tra le luci spente della città. Sono binari intersecati di vite affettive e di pensieri come autoscontro, sono risate che echeggiano nelle onde del fiume che ci taglia in due. Sono visioni oblique di paesaggi filmati con una super8, musica di passaggio che entra nelle vene, si piazza sugli impulsi elettrici del sistema nervoso e si trasmette penetrando in ogni cellula. Sono scariche che emettiamo nei movimenti, ogni cinque minuti. Sono sere in cui vogliamo uscire anche solo per correre, guardare gli altri, lasciarci, attoniti, assorbire dalle immagini vorticose intorno a noi, lasciarci assopire mentre vi fissiamo con sguardo catatonico. Sono momenti lunghi, che seguono giorni simpatici, progetti cose fatti lettere idee. Che precedono sonni disturbati, in attesa del quando. Che si intersecano in assurde gocce di lacrime, che non hanno senso di esistere ma che ci sono, qui, ora, grandi, lucide, tristi sempre.
Angelreich, Paris Cruise


(201111192357)