Silent night.

Ci sono cose che tu parli e le dici e loro non si stanno zitte. Quel genere di cose che sai che le devi tacere, perché altrimenti crei danni, ma vorresti parlare. Gridare, dire, fare, come quel gioco che si faceva da bambini. Chi lo sa, forse baciare. Ci sono cose che ti riduci solo a scrivere una lettera e che alla fine ti sembra di pagare testamento. Cose che, sshhh, non si possono dire!, perché se parli poi si fraintende, poi chissà che si capisce! Ci sono cose che non sai veramente più a chi le puoi confessare, perché gli amici non ti ascoltano, a casa non ti guardano, i conoscenti non ti seguono, e tu ti ritrovi da solo con la tua anima, a dire quelle cose che però le fanno tanto male. Ci sono cose che basta, non le vuoi più sentire. Poi vorresti alzare il telefono e sconfessare. Poi vorresti desiderare di non averlo mai fatto.

Ma allora, chi è che ti ascolta davvero, che ti può capire.


(201111162349)