Perché Sic ci mancherà


Lo avete riconosciuto?
E’ Marco Simoncelli, nato il 20 gennaio 1987, scomparso oggi, il 23 ottobre 2011.




Io non sono solita parlare di morti o personaggi famosi, chi mi segue lo sa. Ho fatto rare eccezioni finora. Però Simoncelli, Sic come lo chiamavano amici e tifosi, è piovuto dal cielo, o forse dovrei dire sull’asfalto, in una domenica che si risvegliava molto assonnata. Erano passate da poco le dieci; mi stavo trascinando stancamente di fronte alla tazza del caffè, dopo un breve scambio di sms di buongiorno amoroso digitati ancora caldi da sotto le coperte. Con gli occhi mezzi chiusi, ho captato dalla tv della cucina le immagini di Sepang.
La mia domenica è nata e finita lì, e come la mia così quella di milioni di ragazzi, che si sono ritrovati a piangere la scomparsa prematura di un cazzaro capellone. Cazzaro capellone, così lo definivano. 
Ora, non voglio fare nessun necrologio. Solo una rapida constatazione di alcuni fatti. Marco Simoncelli era un ragazzo semplice. Né bello, ne brutto. Aveva una fidanzata che gli voleva bene, due genitori che si volevano bene e tutti lo appoggiavano nelle sue scelte. Il padre lo seguiva ad ogni viaggio, la madre lo faceva da lontano perché impegnata a supportare l’altra figlia, più piccola, anche lei sportiva. Marco non si pettinava, aveva dei capelli tremendi sullo stile del suo musicista preferito, Jimi Hendrix. Non badava all’aspetto fisico e piaceva lo stesso. Era gentile, simpatico, dotato di ironia. Aveva soldi, una bella carriera avviata. Non se la tirava mai e, quando tornava a casa, frequentava i bar e faceva i giochi di piazza come il figlio del vostro vicino di casa. O forse meglio del figlio del vostro vicino di casa, in quanto a semplicità. Faceva quello che gli piaceva, e ci campava. Marco non invidiava certo, perché non aveva nulla da invidiare a nessuno, ma non ostentava nemmeno nulla di quello che aveva, il che lo rendeva ancora più simpatico. 
Era così simpatico che era stato spesso testimonial di spot pubblicitari, come quello che avete visto prima, o come questo qui sotto:


Obiettivamente, era un cazzaro capellone.
Ed era un bravo ragazzo. Pulito, niente droghe, niente eccessi, una vita sana, quel bravo ragazzo che piace, quel prototipo di personaggio che oggi poco si vede in giro. Era un ‘uno come tanti’, in cui tutti potenzialmente potevano vedersi, e che tutti avrebbero voluto diventare. A dimostrazione del fatto che il mondo è pieno di persone che vorrebbero essere belle buone e brave.

Questa favola non ce lo ha avuto il lieto fine.
Però vorrei regalarvi un terzo filmato. E’ un altro spot ancora, qualcosa che ricorda la triste ironia che il destino a volte riserva. Ma vale la pena di vederlo.
Il messaggio che Simoncelli trasmetteva con il suo stile di vita era chiaro. Ascoltatelo.



Ciao Sic.