Play sex.

La notizia è di quelle serie.
Questa notte una ragazza di 24 anni è morta per soffocamento durante un gioco erotico, e la sua amica di 23 è attualmente ricoverata in condizioni critiche in ospedale.
A chiamare i soccorsi è stato l’uomo, di 40 e qualcosa anni (40 e qualcosa perché, come al solito, le agenzie giornalistiche hanno sempre problemi di lettura dei dati anagrafici), dopo che si è accorto che qualcosa non andava nel suo geniale piano.
Il gioco messo in scena dal trio è una pratica giapponese che consiste nel legare ad arte la donna, per aumentare il suo orgasmo.
Il luogo del fatto però è a Roma, in un garage.
Le ragazze sono state appese a un tubo del soffitto, legate tra loro e con la corda intorno al collo, in modo da creare una specie di bilancia.
L’uomo ‘forse’ sarà indagato per omicidio colposo.
Oggi è il 10 settembre 2011.

Allora.
A parte il fatto che nessuno dei partecipanti a questa cosa era giapponese.
E forse non hanno saputo gestire il confine tra legacci e morte, visto che non è pratica abituale da parte degli occidentali.
Io mi chiedo quale persona possa davvero anche solo pensare che una corda intorno al collo con corpo appeso non possa essere in grado di provocare la morte, per via della forza di gravità che spinge il peso verso terra, al punto che talvolta non si trapassa per soffocamento, ma per rottura delle vertebre del collo.
Io mi chiedo che bisogno c’è di spingersi così oltre per trovare piacere in qualcosa che piacere lo dà già di suo, se si sa come toccare e stuzzicare un corpo, sia maschile che femminile.
Io mi chiedo perché una volta il sesso era tabù e quindi guardare un film porno a 16 anni era la più grande conquista della giovinezza, mentre oggi il sesso è banale regalato e strachiacchierato e quindi si cerca di scavare sempre un passo più in là. Che poi corrisponde a volte a un passo più giù: a scavarsi la fossa, letteralmente parlando, come in questo caso.
Io mi chiedo perché un normale rapporto sessuale a due era bello e se lo facevi a tre o più è perché era capitato e custodivi gelosamente il tuo segreto, mentre oggi si organizzano le orge via sms, spiattellandole pubblicamente per sentirsi più grandi, nell’idea che se non ne hai mai fatta una non sei nessuno eche il sesso a due è la cosa più noiosa del mondo.

Gente, che disgusto.

Non del sesso, né delle sperimentazioni, dei giochi, o dei divertimenti.
Ho solo lacrime e spavento per il mondo che mi si para davanti.

Si può giocare a stuzzicarsi. Si possono scrivere mail e sms. Si possono sussurrare le nostre fantasie nell’orecchio dell’altro. Si possono acquistare vestitini sexy, biancheria figa e completini per mascherarsi da quello che si vuole. Si può entrare in un sexy shop, acquistare sex toys. Si può guardare un porno in dvd. Si possono immaginare e condividere scene e situazioni nella fantasia, e si può pensare di metterne in atto qualcuna (perché altre, semplicemente, sono fantascientifiche!). Si può fare sesso per strada, o in luoghi pubblici. Si può rischiare una denuncia per atti osceni in luogo pubblico. Si possono usare manette e, certo, legare polsi e caviglie. Si possono mollare certe pacche sul culo da lasciare l’impronta delle dita.

Ma ragazzi, la violenza no.

Il sesso è un’altra cosa.

Una preghiera per le due ragazze romane, vittime purtroppo consapevoli di questa notte.