24 ore.

Milano, 5 am.
Un tassista in anticipo di 20 minuti.
Due ore di sonno, che non ce la fai nemmeno a fare colazione nell’unico bar aperto.
Il treno che partirà ancora in oscurità, tu che ci dormirai a bordo.
O tu che ciondolerai in stazione nell’attesa si faccia giorno.
Buio ovunque che non distingui le strade, ma forse nemmeno le conosci, il tassista potrebbe fare il giro che vuole.
Il tassametro che scorre da quella quasi mezz’ora prima. 
Tu che ruzzoli giù dal letto in tutta fretta, sentendo il rumore del motore.
Questa canzone a guidare il tragitto.
Riuscire a trovare in macchina un motivo per ridacchiare, è qualcosa che ti cambierà la prospettiva di tutta la giornata. Il colore delle strade. Il caffè del risveglio. Il traffico lento. Il buon buongiorno.

(201109072242)