Cambi

Fino a una certa età, fai una distinzione tra volere un gran bene ed amare qualcuno. Poi un giorno cresci, e capisci un sacco di cose.


Capisci, quando diventi grande, ma grande veramente, non sulla patente o per andare a votare al Senato, che quel confine non c’è.
Capisci che si tratta di una linea sottile che esiste solo a parole.
Capisci che quelle parole hanno un senso, nella lingua inglese o in quella spagnola. 
I love you, te quiero. 

Quando cambi, capisci che quando facevi quelle stupidaggini per amore, erano solo stupidaggini, per l’appunto. Quel viaggio impossibile, i gusti diversi. Il diventare improvvisamente tonti e assenti, la capacità di non ascoltare il mondo circostante. La bellezza di avere la testa tra le nuvole, che se attraversavi la strada nemmeno ti accorgevi se il semaforo era rosso. Il cuore a mille ogni volta che facevi una telefonata. 
La sensazione di essere come panna smontata, come maionese impazzita. 
Di essere un giorno sulle montagne russe e il giorno dopo sotto le ruote di un treno. 

Quando cambi, capisci che esiste qualcosa di diverso ma non per questo meno forte, anche se in apparenza può sembrare così. Non hai le farfalle nello stomaco, non sei agitato al pensiero di una telefonata, il semaforo lo vedi bene. Sei più sorridente. Hai voglia di raccontare le tue cose, farti dare un consiglio e ascoltarlo. Tieni da parte qualche piccolo biglietto, annoti rapidamente i pensieri su un foglio e ti concentri meglio nel lavoro. Condividi il tuo tempo, impari a separarlo senza vivere in simbiosi con il respiro dell’altro. Sei a tuo agio nel letto, e se ogni tanto non resti sveglio non è un dramma. 
Dormi senza fare il koala. 
Non hai voglia di altri, pure se forse ogni tanto ci pensi, ma passa presto. Non ti va di perdere una cosa così carina, per colpa di banali distrazioni. 
Ti basta uno sguardo, per capire. Non c’è bisogno di parlare, per farti capire. 
Sei, stranamente, tranquillo.
Vuoi indubbiamente un gran bene a quella persona.
E sai che quel bene è qualcosa di profondo, che non ha niente a che vedere con i vocabolari. 
E’ per questo che, quando cambi, e dopo cresci, lo chiami amore.
Perché sai che non hai bisogno di stare su fili elettrici sotto la pioggia per sentirti vivo.
Perché individui quali sono le trappole nel fare solo il cercatore.

Prima di quel momento, amare e volere un gran bene restano differenti.



Anna Earwen, Frail heart of autumn


(201103011826)